Salute mentale e prevenzione, 2005

Salute mentale e prevenzione dell'Aids

Nei Centri di screening e prevenzione ci si confronta con un'elevata concentrazione di problematiche psicosociali in relazione alla potenza simbolica del tema Aids:

a) Malattia clamorosa e pubblica, vergognosa e meritata, con smascheramento anormalità psicologica e sociale (pseudo-diversità)

b) Aids cartina di tornasole della percezione e della concezione della salute e della malattia (attitudini ipocondriache, pseudo-salutismo e igienismo, preoccupazioni morbose per lo stato di salute, narcisismo patofobico)

c) Aids test diagnostico prova di forza e del nove dello sviluppo psichico (fallimento, ritardo, resistenza al processo di acquisizione del ruolo di adulto): passività, pavidità, infantilismo, de-responsabilizzazione, ambiguità, pseudo-bisessualità

d) Patologia fatale laddove la morte è intesa sia come annientamento biologico ed esistenziale sia come precarietà strutturale dell’Io (identità individuale sempre sull’orlo del collasso e della “fine”, sopraffatta da vita pulsionale patologica, dal materiale inconscio non mentalizzato, etc.)

e) Aids concepito quale male assoluto (teorico/astratto) nel pensiero magico e prelogico, giustificazione e causa di tutto, per fobici, ossessivi, psicotici, sessuomani

f) Aids come esame di verifica del livello di sviluppo psicosessuale (impalcatura del sesso come spinta attrazione dis-organizzazione comportamento, autismo egoismo altruismo erotico, compulsione, fusionalità e distanza, incapacità di avvicinarsi/separarsi, insufficiente o eccessiva corporeità dell’identità).

La compromissione della salute mentale è evidenziabile nelle seguenti forme:

1) Patologia psichiatrica nella sfera sessuale (Disturbi Asse I e Disturbi di Personalità – antisociale e borderline, soprattutto), in particolare per i maschi e gli omobisex

2) Manifestazioni perverse della sessualità (parafilie)

3) Transessualismo e travestitismo (feticistico e omosessuale)

4) Conseguenze sessuali e relazionali delle difficoltà di adattamento all’identità e al ruolo di genere, nonché deficit sviluppo psicosessuale (minori e giovani)

5) Egodistonia orientamento sessuale (omobisex)

6) Devianza sessuale (prostituzione, criminalità, abuso)

7) Emarginazione sociale e sessualità (immigrati irregolari, altre culture-religioni)

8) Uso sostanze e comportamenti sessuali

9) Compulsione-coazione sessuale

10) Ricorso a rapporti mercenari

11) Anomalie genitali –malformazioni e loro ricadute sulla pratica sessuale

12) Problemi relazionali (dipendenza, fallimenti, apragmatismo)

13) Conflittualità individuo-società riguardo all’orientamento sessuale (diversità, stigma)

14) Lato oscuro scabroso morboso del sesso (agiti irrazionali, componenti impersonali, scarico pulsioni, spinte, malesseri altrimenti motivati, erotizzazione dell’aggressività)

15) Comportamenti sessuali condizionati da ambienti e sottoculture (mondo gay)

16) Bulimia erotica e ipersessualità compensativa antidepressiva (anedonia e moltiplicazione atti sessuali)

17) Problematiche delle fasi di passaggio (laurea, matrimonio, generazione figli) e di epoche critiche (adolescenza, terza età)

La sfera sessuale è terreno fertile di fioriture morbose. Per esempi, nei casi di fobia e atteggiamenti controfobici, depressione e maniacalità, ossessione e compulsione, psicosi (schizoide, paranaoide), disturbi somatoformi, il sesso agito, anche minimo, è l’occasione per lo scatenamento di timori irrazionali fino al convincimento e alla certezza di contagio o malattia. L'ideazione può farsi prevalente (pre-delirante) e diventare monomania nelle quali il vero oggetto è la malattia grave/fatale (il crollo, la morte temuta e invocata).

Un altro aspetto implicato è la centralità del corpo e/o dell’organismo quale palcoscenico del disagio e degli stati d’animo del soggetto. Si va dalla fragilità dell’Io, con la non-strutturazione del rapporto tra Io mentale e Io corporeo, alla alessitimia e al deficit di mentalizzazione; dalla somatizzazione e ipocondria al narcisismo somatico e all'espressione organica del malessere e della sofferenza psichica.

Sono molteplici gli affluenti e i canali irrigatori del disagio mentale correlato ad Aids/HIV, che cioè vi contribuiscono o lo amplificano: informazione di massa, clamore mediatico patologie mortali e trasmissibili, carenza figure di riferimento a livello educativo e sanitario, isolamento relazionale

Risultano evidenti nell'utenza i percorsi paralleli, le deviazioni, i viottoli secondari per sfuggire alla presa di coscienza della malattia mentale. Inoltre, si rivelano i mille volti del disagio psichico nella vita comune e in settori diversi della medicina: da un lato, maschere (mistificazioni, recite, drammatizzazioni); dall’altro, configurazioni del malessere nella quotidianità e nel rapporto ordinario con il corpo e la salute fisica (smorfie, contrazioni, rughe di espressione). Si può ricorrere al termine anamorfosi, intendendo la possibilità di vedere in maniera nitida la malattia solo da una certa angolazione.

Le telefonate reiterate per settimane e mesi alle linee informative sull'Aids sono una forma post-moderna di compulsione (sintomi ossessivi)

Lo psicoterapeuta nel Centro HIV/MTS costituisce una sorta di avanguardia psichiatrica, con spostamento in avanti della linea di frontiera, nel campo della medicina di base e della prevenzione delle malattie. Le sue funzioni sono: :

Favorire diagnosi precoce, promuovere accesso ai servizi dedicati e alle cure, individuare soggetti più a rischio di patologia psichiatrica, collegamento tra psichiatria e medicina, psichiatria ed educazione alla salute in generale.

Osservazione dei comportamenti nella sfera della salute e delle domande espresse in altri contesti (non psichiatrici) da parte dei pazienti con malattia mentale.

Guardare da un'angolazione insolita e più vicina alla “normalità”, imprevista per gli stessi utenti (più “spontanei” – visti in situazioni ordinarie non connotate) le strategie sopravvivenza, i boicottaggi delle terapie, la continuità delle patologie nonostante cure, le manifestazioni collaterali del disturbo mentale nell’area sessuale.

Educazione utenza sull’esistenza del disagio/disturbo, sulle sue espressioni dirette e indirette, sulla comprensibilità-presa di coscienza-responsabilità personale di attivazione per la richiesta di aiuto e di cure, rete dei servizi.

Educazione operatori sanitari dei servizi non psichiatrici: informazione, trasferimento conoscenze utili, passaggio strumenti culturali, comprensione dimensione relazionale

Intercettare domanda inespressa e inascoltata collocandosi in un punto strategico – Aiutare a passare dal fabbisogno alla domanda

Ruolo che il medico di base non può svolgere normalmente (attenzione e monitoraggio individualizzato).

Mediazione “culturale” per rendere comprensibile, accettabile, affrontabile la patologia e ciò che la precede-favorisce (coinvolgendo anche i familiari).

Fungere da trait d’union tra il paziente e le figure sanitarie di riferimento, tra l’utente e i diversi servizi implicati, motivare/accompagnare/ri-motivare nel percorso di cura

Caratteristiche del colloquio telefonico:
a) Maggiore concentrazione (cerebrale) nella conversazione a distanza tramite l’udito
b) Facilitazione dello svelamento e della confidenzialità (tutela e garanzia)
c) Regressione che favorisce affidamento
d) Suggestionabilità amplificata dalla lontananza e dalla sospensione dei controlli sull’interlocutore
e) Scambi a minor costo e rischio per coloro che hanno difficoltà relazionali
f) Maggiore passaggio di contenuti per riduzione interferenza sguardo e vicinanza fisica (non aver sotto gli occhi)
g) Riduzione condizionamento da parte di impressioni, non verbale, empatia
h) Minore competizione e misurazione reciproca tra operatore e utente
i) Contenuti e messaggi veicolabili dall’operatore in modo più diretto (ascolto attivo e intensa interazione dialogica).

Mattia Morretta ( 2005)

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