Il sistema di informazione sull’Aids, 1995

I servizi di informazione telefonica: analisi dell’intervento
Il sistema informativo e di orientamento sull’infezione da Hiv a Milano
Quaderno di documentazione n. 8, Centro operativo Aids, Comune di Milano, ottobre 1995

La prima emergenza in ordine di tempo nella città è stata quella di reperire con difficoltà informazioni precise ed attendibili sull’epidemia, dato il carattere discontinuo e sensazionalistico dell’attenzione da parte dei mass media e a fronte della titubanza delle stesse autorità sanitarie.

La realizzazione di una Linea confidenziale è stata infatti l’iniziativa che ha dato avvio al lavoro in campo sociale delle organizzazioni sorte spontaneamente in Milano in risposta alla diffusione dell’Aids.

Il cosiddetto “Telefono Gay” attivato dall’Associazione Solidarietà Aids (ASA) nell’autunno del 1985 era nato per informare in modo accurato soprattutto la comunità omosessuale, ma ben presto è diventato riferimento per una vasta area di popolazione disorientata e spesso in preda a paure irragionevoli.

Sulla base di tale esperienza il Comune di Milano (Settore Igiene e Sanità) ha istituito nel marzo del 1987 un servizio centralizzato di tipo telefonico (Centralino Aids) per l’informazione e l’orientamento della cittadinanza, allo scopo di consentire al maggior numero di soggetti di acquisire dati ed elementi utili per la prevenzione e per la fruizione dei centri territoriali di screening.

Nel tempo con la nascita in città di sezioni locali di Associazioni nazionali per l’Aids (ANLAIDS, LILA, ALA) e con il coinvolgimento del privato sociale già impegnato nel campo della tossicodipendenza e della marginalità (A 77, AISEL, CARITAS), si sono formati altri referenti telefonici per la consultazione sui vari aspetti della problematica.

L’evoluzione del fenomeno in termini sanitari e sociali e la progressiva articolazione delle risposte istituzionali e comunitarie hanno portato ad una più precisa caratterizzazione dell’offerta e di consulenza e assistenza da parte degli attori pubblici e privati.

Attualmente si possono individuare:
a) Un polo informativo che comprende il Centralino Aids afferente dal settembre 1990 alla USSL 36 (ex 75/I) e alcune linee delle Associazioni ASA, ALA, LILA, A77;
b) Un polo assistenziale con servizi di segretariato sociale che raccolgono domande di interventi e presa in carico da parte dei pazienti e degli operatori (CARITAS, ASA, ALA, AISEL, LILA).

L’attività di vera e propria informazione sull’Hiv e sui comportamenti a rischio è svolta soprattutto dal Centralino Aids, che si rivolge alla popolazione generale offrendo una fascia oraria estesa e operatori con competenze sanitarie e psicologiche, essendo per altro inserito in un Ambulatorio per lo screening gratuito e anonimo.
Gli altri referenti si rivolgono a settori più definiti e offrono risposte per problematiche particolari dei malati e dei congiunti.

Ciascun servizio ha elaborato modalità di raccolta dei dati in funzione delle proprie finalità. Le schede sulla consultazione telefonica riflettono perciò la natura dei servizi e i canali preferenziali di intervento, cioè gli strumenti operativi prioritari.
I centralini prevalentemente informativi rilevano con più attenzione le abitudini comportamentali, lo stato sierologico noto, il contenuto della richiesta di supplementi conoscitivi, il ricorso ad altri servizi analoghi, oltre ai dati anagrafici generali.
Le linee di segretariato si concentrano sulle strutture socio-sanitarie e i singoli che richiedono assistenza diretta.

Al fine di consentire un confronto e una visione d’insieme dell’utenza e delle tematiche, il Centro Operativo AIDS di Milano ha predisposto una scheda comune per la rilevazione periodica dei dati qualitativi e quantitativi, riorganizzando e riaggregando quelli raccolti dai singoli servizi.
La scheda generale si propone di verificare il carico di richieste, la provenienza geografica, il sesso e l’età degli utenti, la tipologia di enti pubblici e privati afferenti, l’entità della sovrapposizione o ridondanza delle linee, la quantità di soggetti Hiv positivi e di congiunti che vi si rivolgono.

Inoltre si cerca di valutare la qualità della domanda, riassumendo in due grandi categorie (informazione/orientamento e richiesta interventi) l’identificazione dei bisogni espressi.
Ciascuna categoria prevede un’articolazione delle principali aree di interesse in ambito informativo e assistenziale.

Mattia Morretta

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