Pensieri e Parole

Scrivere bene è pensare fino in fondo. Il pensatore che non è scrittore pensa meno bene. Scrivere è vivificare, organizzare, animare la materia

(Henry-Frédéric Amiel, 22 ottobre 1855, Diario intimo)

L’uomo è un essere parlante che viene alla luce in un universo di segni e vocaboli, l’umanità stessa è retta da una vera e propria struttura linguistica che riflette quella cerebrale.

La letteratura e la saggistica sono esperienze interiori e viaggi della mente soltanto in apparenza solitari, la coralità è implicita, tanto che i volumi consigliati regalati scambiati sono il segno distintivo del valore di un’amicizia.

In effetti, il dis-corso (correre qua e là) suppone la circolarità dall’uno altro, i messaggi hanno sempre destinatari, la comunicazione evoca interlocutori presenti o assenti, reali o immaginari.

Marguerite Yourcenar annotava: “maneggiare le parole, soppesarle, analizzarne il senso, è un po’ come fare l’amore, soprattutto quando ciò che si scrive è ispirato da qualcuno o promesso a qualcuno” (Il dolore, in Quoi? L’éternité, 1988).

La biblioteca del sito comprende articoli, saggi, estratti editoriali, pubblicazioni di vario genere, una selezione dei principali scritti personali suddivisi per argomenti trattati e organizzati in sottogruppi, con indicazione della fonte e della cronologia.

L’Io che parla in questa sede è una persona in senso etimologico, che ha recitato la propria parte sul palcoscenico della società in anni cruciali, nonché un soggetto che si è proposto quale esempio vivente di possibilità di realizzazione in particolare nell’identità omosessuale.

In quanto testimone oculare in sede civile di vicende ed eventi che hanno segnato un’epoca ho cercato di leggere fatti e contenuti con onestà intellettuale, nonostante le limitazioni dell’angolo di visuale.

Quando si comincia a pensare è difficile smettere, un pensiero tira l’altro. Se la coscienza si fa conoscenza, gradualmente compaiono cambiamenti sostanziali e qualitativi nel proprio contesto relazionale. L’importante è predicare quel che si pratica.

Se i testi traboccano di citazioni non è per sfoggio intellettuale, bensì per presentare le credenziali di una formazione continua, rendendo omaggio a figure di autori poeti artisti santi cui va riconosciuta la paternità di idee rielaborate in proprio.

I pensieri, in effetti, non sono interamente nostri, hanno attraversato innumerevoli volte in altra forma le menti di legioni di antenati, sono una tela tessuta di nuovo e di continuo.

In noi risorgono i concetti delle parentele antropologiche e le parole pronunciate oggi torneranno a vivere nelle generazioni future.

Mattia Morretta