Omosessualità

La femme aura Gomorrhe et l’homme aura Sodome

(Alfred de Vigny, La Colère de Samson, verso 78)

Lo psichiatra americano H. S. Sullivan, commentando la superficialità dell’approccio alla tematica, affermava negli anni Settanta: “parlare del problema dell’omosessualità ha circa lo stesso significato del parlare del problema dell’umanità”.  

Quante sono le forme di omosessualità e i tipi omosessuali? E cosa sanno i diretti interessati, i praticanti e i dichiaranti? Per lo più si tratta di una fisionomia appena abbozzata e non sviluppata, un identikit approssimativo, una dis-identità pagata a caro prezzo.

Scrive Christopher Isherwood in Un uomo solo (1964): “ciò che io so, è quello che io sono!”. Andando oltre il piano degli atti concreti e dei vissuti soggettivi, l’esperienza sessuale e affettiva dà gradualmente luogo a un sapere e a una consapevolezza che trasformano i significati della condizione. Applicandosi a capire e conoscere sempre meglio la propria natura, investendo su se stessi e sulla qualità della vita di relazione, si acquisisce una vera e propria competenza, una cultura in senso esistenziale da condividere e trasmettere come bene ereditabile.   

Dalle prove giovanili della militanza nei Collettivi agli articoli dell’età di mezzo, per approdare ai saggi della maturità, una selezione delle pagine di quasi quarant’anni di ricerca e riflessione.

Mattia Morretta