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VIVA DALIDA

Icona immortale

Iolanda Gigliotti, in arte Dalida, italiana di nascita egiziana, adottata e celebrata dalla Francia quale “faraona” del palcoscenico, ha i tratti di una figura leggendaria d’altri tempi, ben al di là del calendario. Affermatasi come cantante melodica convenzionale negli anni Cinquanta, diventata interprete di brani d’autore nel clima sociale del post-sessantotto, quindi vedette internazionale di music hall, infine assurta, volente o nolente, a icona dell’emergente sottocultura gay nell’ultimo periodo di vita. Vestale del sacro fuoco della musica leggera, affetta da un complesso di immortalità, maschera tragica nonostante il copione da commedia o varietà, prigioniera dello spettacolo che deve andare avanti a tutti i costi, ha trovato nella morte violenta di propria mano l’esito degno di un’eroina. A tre decenni dalla scomparsa il saggio rilegge la sua vicenda personale in chiave di sociologia del costume, con particolare attenzione agli agganci con la comunità omosessuale che ne ha fatto una stella del suo firmamento canoro. Per non dimenticare che c’è sempre una canzone a siglare le epoche e i sogni.
Gruppo Editoriale Viator, Milano, prima edizione ottobre 2017


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Tracce vive

Restauri di vite diverse

Nell’era della navigazione virtuale e delle ricerche scolastiche on line sono ancora possibili itinerari geografici e spirituali in prima persona, capaci di trasformare interiormente o di dare continuità alla trasmissione intergenerazionale? Ci si può formare tutt’oggi sulle opere di autori assimilandoli in profondità quali punti di riferimento stilistico? TRACCE VIVE (Gruppo Editoriale Viator, Milano, 2016) è un testo devozionale che raccoglie esperienze di viaggio reali e ideali, seguendo le orme di personaggi esemplari vissuti nei secoli XIX e XX. Ritratti dal vero di sette personalità singolari accomunate dal filo rosso della diversità sessuale. Dall’icona monarchica Ludwig II di Baviera, ultimo esponente dell’assolutismo artistico, al lungimirante scrittore inglese Samuel Butler, teorico dell’esistenza vicaria; dall’eccentrico pittore estone Elisàr von Kupffer, fondatore di un Tempio dell’Arte in Canton Ticino, all’appartato poeta siciliano Lucio Piccolo, bagliore al tramonto di un antico casato nobiliare. Dall’usignolo assassinato Pier Paolo Pasolini, il più originale e completo intellettuale del Novecento italiano, al perfetto sconosciuto milanese Germano Silva, difensore del terzo mondo sessuale in forma di romanzo. A far da ponte o mediatrice Madame des Lettres Marguerite Yourcenar, riservata fino all’oscurità sulla propria intimità e tutrice della classicità omosessuale maschile. Nel complesso un’operazione di restauro di contenuti culturali nella convinzione che ci sia vita dopo la morte.

• Recensioni

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Che colpa abbiamo noi

Limiti della sottocultura omosessuale

Che rapporto c’è tra le dichiarazioni di principio e le reali condizioni di vita degli omosessuali? La retorica dei diritti civili in un'epoca di superficiale tolleranza mette il bavaglio al dibattito, così come il gran parlare di gay nei media maschera l’analfabetismo di ritorno in un Paese segnato dall’omissione culturale.
CHE COLPA ABBIAMO NOI (Gruppo Editoriale Viator, Milano, 2013, 2014, 2017) è un saggio provocatorio sull’omosessualità maschile in Italia, utilizzando l’approccio culturale per andare oltre i luoghi comuni del politicamente corretto e gli slogan di categoria. Un’analisi puntuale delle molteplici sfaccettature del fenomeno che mira a valorizzare e qualificare l’identità omosessuale, ma al contempo sottopone al vaglio della critica obiettiva mentalità e comportamenti, chiamando alla responsabilizzazione tanto i diretti interessati quanto tutti gli altri.


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Il percorso del morire

L'esperienza della fine e la condivisione della sofferenza

Il volume inquadra le coordinate della comprensione del fenomeno morte sotto vari aspetti - culturali, antropologici, etici, affettivi - e riflette sulle caratteristiche dell'intervento, inteso come ascolto e condivisione della sofferenza. In questa luce vengono affrontate problematiche quali quella del paziente di Aids o tumorale, la morte del bambino, dell'adolescente e dell'anziano.
A cura di Mattia Morretta e Rosanna Tommasi, Edizioni Unicopli, Milano, settembre 1995.

Sessualità e Aids

dal limite alla creatività

Pubblicazione realizzata grazie al contributo del Ministero della Sanità - Istituto Superiore di Sanità - Progetto Aids, Roma, febbraio 1996
Raccolta di saggi tratti dagli interventi tenuti nei seminari organizzati presso la Comunità dell'Associazione A 77 di Milano, progettati e curati da Maria Luisa Albera e Mattia Morretta tra il 1993 e il 1995. Sintesi dei lavori di gruppo.

La sessualità e le relazioni affettive nell'esperienza dei gruppi (M. L. Albera)
Sessualità e Aids: dal limite alla creatività (M. Morretta)
Le vie del piacere (M. Morretta)
Le relazioni affettive: l'amore nelle sabbie mobili della mancanza e del bisogno (M. L. Albera)
L'amore nelle sabbie mobili del bisogno (M. Morretta)
Sessualità e procreazione (L. Grosso)
Identità e intimità (M. Morretta)
Il superamento del limite nel linguaggio dei miti (M. Moresco Fornasier)
Sviluppo e trasformazione dell'Io attraverso alcune immagini mitologiche (R. Naldi)