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Generazione di fenomeni
La "gestazione per altri" e la legge dei più forti

La querelle gpa ha stretto i nodi delle contraddizioni di una sessualità i cui fili si aggrovigliano ma non si amalgamano più da decenni.

Anzitutto, lo sganciamento della riproduzione dal coito etero-sessuale e dal sesso ha spostato il limite di tolleranza nella rubricazione delle coppie “legittime”. È giunto a compimento il processo, iniziato negli anni Sessanta, di privatizzazione dei legami sessuali e sentimentali, autoreferenziali e per principio paritari. Sicché, si ha a che fare con associazioni tra individui, viaggiatori in tandem con eventuali figli trascinati a ruota a mo’ di trolley.

Sovente l’uomo non vuole “fare” un figlio con una donna, bensì vuole un figlio per sé per interposta donna per forza di cose; così come la donna può volere un figlio da un uomo e non con un uomo.

Non si tratta di amore per la vita, poiché, per assurdo, vi si manifesta la radicalizzazione del soggettivismo, che testimonia un ritiro dal mondo, il voltar le spalle alla realtà condivisa, in definitiva una sfiducia nell’umanità.
Attualmente uomini e donne, etero e omo, in coppia e single tendono a rivendicare come diritto quel che è sempre stato sottotraccia, cioè la genitorialità quale replica di se stessi, senza sentirsi in alcun modo in debito con l’altro sesso e con l’altro in generale. Una sorta di agamia che si accentua quando è più impellente il bisogno di “figliare”.

In effetti, maschio e femmina ritengono di poter vantare un credito riguardo alla metà mancante, che spetta in quanto implicita nell’anatomia (per esempio, la donna deve dare la vagina e/o l’ovulo). La loro compatibilità è in senso stretto limitata agli apparati generativi, un punto di convergenza obbligata che non è sufficiente a mantenerli convergenti, la divergenza esiste prima e ritorna poco dopo il concepimento.

Ciò fa capire quale baratro si spalanchi laddove l’incastro sia limitato alla frizione sessuale e al tu per tu; nonché perché si insista tanto nelle religioni a saldare i coniugi con sigillo divino, rendendo i vincoli così forti da non poterli spezzare o non potersene liberare con facilità. E pure perché il mercato di spermatozoi e di ovuli, di uteri e generazione di fenomeni gametici sia tanto florido.

Ordinare un figlio usufruendo di grembi compiacenti si colloca pertanto sulla scia del pagare in cambio di sesso e di parti anatomiche, una consuetudine anche tra omosessuali, ignoranti e colti, poveri e ricchi, di sinistra e di destra. Allungare banconote è una proiezione fallica con godimento erotico incorporato, il potere d’acquisto è venato di libido. A maggior ragione è comune ora che il criterio economico è l’unico valido, i valori svaporati a confronto di quello finanziario, l’importante è “avere i mezzi” per farsi valere o far valere i diritti, il che può significare esercitare violenza tramite i soldi.

Sesso e denaro sono gli idoli venerati nel deserto della globalizzazione, assimilando tutti a merce, con il cartellino del prezzo esposto o la contrattazione sottobanco, gli esseri umani prodotti di consumo, oppure oggetto di baratto e riciclaggio, con estensione del modello prostitutivo all’intera collettività.

Si parla tanto di diritti civili e invece è la solita storia di seme, sangue e legge del più forte.

Mattia Morretta
Pubblicato il 27 settembre 2017 sul Blog di Marina Terragni: http://marinaterragni.it/generazione-di-fenomeni/